Al laboratorio di agricoltura sociale di Samuele c’è un tempo per seminare e un tempo per preparare il terreno.

Ma cosa si fa in agricoltura quando è inverno?

Siamo andati a scoprirlo durante un’inaspettata giornata di neve. Non è stato difficile trovare la squadra: invece che tra orti e filari — dove di solito trascorre le giornate — era riunita al riparo nel proprio ufficio-deposito.

Li abbiamo trovati intorno al tavolo dove c’erano mappe degli orti, appunti e progetti. Anche lontano dalla terra, il lavoro continua con la stessa cura. L’inverno, infatti, non è una pausa, ma un tempo prezioso per pensare, programmare e preparare.

 

Il laboratorio lavora da sempre con metodi di coltivazione biologica: una scelta che richiede attenzione e pazienza, ma che apre anche a molte attività manuali diversificate, adatte ai percorsi educativi e a nuove sperimentazioni. Un esempio è il Protocollo per agricoltori-custodi, risultato di un progetto realizzato e sviluppato insieme al Muse e al Comune di Trento, che approfondisce il legame tra sostenibilità agricola e biodiversità.

Quello che abbiamo capito, in fondo, è che durante l’inverno gli orti riposano, ma il laboratorio non dorme. È il momento in cui si potano gli alberi per garantirne una crescita rigogliosa, si prepara il terreno con il compost per migliorare la struttura del suolo e si fa manutenzione, per garantire aiuole e orti accoglienti e funzionali. Ma non solo: si scelgono gli ortaggi della nuova stagione e si pianifica il calendario delle attività e si cura ciò che è stato seminato nei mesi precedenti.

La tranquillità di questo periodo, diventa così un’opportunità preziosa per prepararsi al meglio alla stagione in arrivo.

E infatti, nel giro di pochi giorni, il paesaggio è cambiato: via la neve, di nuovo il sole sulle terrazze coltivate. E con il bel tempo anche la squadra è tornata all’aperto.

C’è chi pota i vigneti di Chardonnay, chi raccoglie i cavoletti di Bruxelles e chi è impegnato in un piccolo cantiere per sistemare un muretto a secco vicino alle arnie delle api. Gli attrezzi del mestiere, insomma, sono sempre all’opera, anche nei mesi più freddi.

Tutto ciò che viene coltivato trova poi la sua strada: i prodotti arrivano in Fucina, la nostra cucina alle Laste, e soprattutto in Botega, dove i prodotti vengono direttamente venduti o trasformati. È un ciclo che unisce terra, lavoro e comunità — e che, anche nei mesi più freddi, continua a germogliare.

 

Per condividere tutto questo abbiamo partecipato quest’anno per la prima volta alla fiera dell’agricoltura a Trento Expo, nell’ambito di Biologica. Un’occasione per presentare i nuovi prodotti, raccogliere qualche feedback e raccontare qualcosa di più sui progetti in corso.